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L’house music secondo Albert Marzinotto

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Classe 1989 e veneziano di nascita, Albert Marzinotto ha senza dubbio impressionato la scena house italiana con i suoi live eclettici che si snodano fra drum machine, percussion pad e vinili.
Non solo djing, ma anche produzione, frutto di una ricerca del suono dettagliata e sintomatica di un panorama house sempre più in movimento.

Inizierei questa intervista guardando dall’inizio la tua carriera: già a 13 anni infatti hai capito che il tuo genere sarebbe stato l’house?
Ho trovato in questo genere una sonorità che mi apparteneva e che negli anni, nonostante le varie sfaccettature dei generi, sono riuscito a mantenere e soprattutto credo di essere riuscito a conservare quest’impronta un po’ house che è molto difficile da riscontrare in altri miei colleghi.
Attualmente ci sono tantissimi generi, l’house music sta un po’ venendo meno, anche se i media o gli addetti al settore dicono che stia tornando, siamo comunque lontani dal riuscire a ritirare fuori la vera house music degli anni ’90: mi riferisco ai vari Armand Van Helden, Little Louie Vega e tutta quella “combriccola”.

Quali credi possano essere i mezzi per riscoprire questo genere di musica?
Credo che ci sia da lavorare molto per migliorare il suono nelle produzioni. Magari concentrarsi un po’ di più sulla fantasia che sulla tecnica, che è stata raggiunta ormai da tutti quanti: il livello si è molto alzato, la media è pressapoco simile fra tutti e quindi non viene più esaltato un brano rispetto ad un altro. Solo chi ha il colpo di genio e quindi riesce a scrivere un motivato figo, emerge.

È un pò questo che forse ti affascina dell’house, è una sfida…
Esatto, hai detto la parola giusta, è una sfida dove l’obiettivo non è stato ancora centrato.

E tu ti senti un vincitore?
Io mi sento uno che sta combattendo e che continua a combattere. Non ho mai vinto e mai vincerò. Combatto e cerco di portare avanti, seminando pian piano, come sto facendo ora con le produzioni, un sound che mi appartenga e che sia riconoscibile.

Come crei i tuoi suoni?
Dedico molto tempo per creare i miei suoni, in maniera molto meccanica e poco di “fantasia”. Devo dire che dipende molto da come ti senti, dalla tua giornata, dalla vita che fai, dalle serate che fai, da un insieme di cose che ti fanno venir voglia di tirar fuori qualche idea, qualche suono più preciso e più caldo: le situazioni cambiano, ma il gusto è sempre quello…..

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